Laboratorio Politico della Destra Identitaria e Creativa


venerdì 18 settembre 2009

Fa piacere sapere come la pensano sul fine vita al Tar Lazio

Da: L'Occidentale.it

Ci risiamo. Una sentenza di tribunale emessa con un tempismo apparentemente perfetto entra a pie’ pari nella materia legislativa alla vigilia del dibattito della Camera della legge sul testamento biologico. E fa male, anche se molto meno male di quanto fosse nelle intenzioni dei giudici-legislatori.

I fatti. Ieri il Tar del Lazio ha respinto, dichiarandolo inammissibile per difetto di giurisdizione, il ricorso del “Movimento difesa del cittadino” contro le disposizioni date dal ministro Sacconi all'epoca del caso Englaro che vietavano la sospensione di alimentazione e idratazione in strutture sanitarie pubbliche e private. Nonostante l’inammissibilità, però, i giudici amministrativi sono entrati nel merito della materia affermando:

“I pazienti in stato vegetativo permanente che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro la volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti". E ancora: il paziente “vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi”.

Ovviamente dell’inammissibilità del ricorso contro Sacconi non è interessato a nessuno. Anzi, i soloni della libertà di scelta – con la grancassa mediatica che ne consegue – non vedevano l’ora di salutare come una vittoria piena e incontrovertibile l’ennesimo atto d’indirizzo dei giudici al parlamento. Eppure, a legger bene la sentenza, è chiarissimo come non esiste alcun effetto giuridico per le dichiarazioni del giudice contenute nella sentenza nella quale il Tar si dichiara incompetente e che la disposizione del ministro Sacconi resta valida.

Anzi, se il tribunale amministrativo ha dichiarato il ricorso inammissibile, ammettendo di non avere la competenza per esprimersi sull'argomento, il suo parere non ha alcun effetto giuridico, né su altri tribunali né sull'iter parlamentare del disegno di legge sul testamento biologico.

Fa piacere che oramai tutti, nell’esercizio più disparato delle proprie funzioni, non vedano l’ora di dire la propria sull’idratazione e l’alimentazione dei pazienti in stato vegetativo, purché queste idee rimangano nella categoria delle “opinioni personali” che valgono, per giudici, medici, giornalisti e cabarettisti, come quelle di qualunque altro cittadino.

Da parte nostra, che da liberali talvolta vacillavamo, nella convinzione che in materie così personali non possa né debba entrare in alcun modo la politica, torniamo a rinsaldarci nelle nostre posizioni, chiedendo al più presto una buona legge sul fine vita. Salvo poi porci un’altra definitiva domanda: se la camera dovesse approvare – più o meno – la legge passata al senato, i giudici faranno arrestare tutti quelli che l’hanno votata, condannandoli a morire di fame e di sete?

venerdì 11 settembre 2009

Due nuovi responsabili di Azione studentesca nella marsica est.

Azione studentesca è l’organizzazione studentesca della giovane Italia e ha nella Marsica uno dei nuclei più importanti. Questa organizzazione fa politica e manifestazioni culturali all’interno ed all’esterno delle scuole. In primis con i rappresentanti di istituto e di consulta. A.S. è il movimento giovanile che ha più iscritti in Italia. Omar Favoriti presidente provinciale di azione studentesca e ha nominato due nuovi responsabili di A.S. Felice Chiarilli 17 anni di Ortucchio all’interno dell’itg geometri e Alberto Roselli 17 anni di Casali D’aschi all’interno dello scientifico tecnologico. Il presidente di A.S. Omar Favoriti afferma che:Sono due ragazzi che conosco da molto tempo e ho voluto dare fiducia anche se sono entrati da poco nel nostro movimento. Sono sicuro che saranno degli ottimi responsabili e porteranno nuovi successi nel nostro gruppo. Ora c’è ancora tanto da fare poiché si devono nominare i responsabili in tutte le altre scuole di Avezzano. Sono sicuro che l’anno scolastico venturo sarà pieno di vittorie e successi più del passato.

giovedì 20 agosto 2009

Gli studenti abruzzesi salutano il lago d’Orta

Il lago d’Orta è rimasto nel cuore degli studenti abruzzesi, ospiti del Consorzio Cusio Turismo e dell’Ufficio Scolastico Provinciale nell’ambito dell’iniziativa “Novara 4 You”.

I luoghi e l’ospitalità sono stati eccezionali – dice Pierfrancesco Bencivenga, vice presidente della consulta degli studenti de l’Aquila siamo emozionati e commossi per la grande ospitalità ricevuta dal Piemonte e dal Lago d’Orta”.

Il soggiorno dei giovani abruzzesi sul lago d’Orta ha dato il via ad un vero e proprio gemellaggio tra la consulta degli studenti aquilani e quella novarese. Iniziative e sinergie non mancheranno.

Il lago d’Orta nutre un legame particolare con l’Abruzzo – afferma Andrea Giacomini, presidente del Consorzio Cusio Turismo i nostri territori si assomigliano per conformazione e per vocazione economica. Abbiamo in mente una sorta di gemellaggio che possa dare vita ad iniziative importanti”.

In realtà, un primo atto c’è già stato. Gli studenti abruzzesi, ospiti in questi giorni dell’Hotel San Rocco di Orta San Giulio, hanno portato in dono il meglio della loro terra ovvero lo zafferano. Un omaggio non casuale, visto che l’oro giallo dell’Abruzzo è stato donato proprio allo chef del San Rocco, campione in carica delle Olimpiadi Mondiali del Riso.

Lo zafferano abruzzese – ha ricordato Viviani è tra i prodotti eccellenti del nostro paese ed è anche uno dei miei ingredienti preferiti. Le olimpiadi del riso le ho vinte grazie ad una rivisitazione del famoso risotto alla milanese”. Il risotto olimpico è stato riproposto anche ai giovani abruzzesi ospiti del lago, che lo hanno degustato assieme ai vini del territorio. L’iniziativa, attuata con il patrocinio del Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila, ha dato il via ad una collaborazione ufficiale che oltre ad associare il nome del lago d’Orta a quello dell’Abruzzo, consentirà di valorizzare e promuovere l’enogastronomia di entrambi i territori.Tra i progetti, c’è anche quello del “risotto per l’Abruzzo”, che il campione Paolo Viviani e gli chef stellati del lago prepareranno appositamente per gli ospiti delle tendopoli. Tutte le iniziative si svolgeranno con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico provinciale di Novara.




martedì 11 agosto 2009

Silvio va in vacanza ma pensa al rientro

Il governo chiude per ferie. Ma Berlusconi già pensa al programma post ferragosto. Obiettivi importanti e impegnativi, per l'autunno: il piano per il Sud, la sicurezza, l'Abruzzo e le opere pubbliche. Lo ha detto in un'intervista telefonica al Gr1. «Apriremo molti cantieri per le opere pubbliche a Nord e a Sud - ha detto Berlusconi - continueremo la realizzazione delle case ai 30mila sfollati de L'Aquila e metteremo a punto il piano per il Sud, che richiede più infrastrutture, fiscalità di vantaggio e misure per il turismo». Inoltre, sul tema della sicurezza, il presidente del Consiglio afferma che il Governo aumenterà «la difesa dei cittadini contro la criminalità singola e organizzata, anche con l'utilizzo delle forze armate». Infine, sarà portata «a termine la riforma del processo penale».I servizi deviati- «Il quotidiano la Repubblica parla di servizi segreti deviati? A me pare che di questi tempi di deviato ci sia solo un certo giornalismo». Ha detto poi il presidente del Consiglio rispondendo a una domanda sull'ipotesi che, dietro il coinvolgimento di Nichi Vendola nell'affaire degli appalti sanitari in Puglia, ci possa essere una regia occulta dei servizi segreti. Un'ipotesi formulata ieri dallo stesso governatore della regione Puglia in un'intervista al quotidiano diretto da Ezio Mauro.La crisi economica- Berlusconi ha ripreso il tema-crisi: «Davvero io non lo so e nessuno lo sa» quanto tempo ci vorrà per uscirne, «ma quello che so per certo è che dobbiamo riprendere le nostre abitudini di vita e di consumo al più presto possibile». «Dagli ultimi segnali arrivati dalle istituzioni internazionali - ha proseguito Berlusconi - il nostro paese sembra essere quello che reagisce meglio in Europa e questo mi da ulteriore fiducia».La Rai- «Sulla Rai ho avuto modo di dire quello che pensano la maggioranza degli italiani e cioè che è inaccettabile che la televisione pubblica che è pagata con i soldi di tutti sia l'unica tv pubblica ad essere sempre contro il governo», ha ribadito il premier. «La sinistra dovrebbe apprezzare che questo governo dica che la Rai non deve attaccare nessuno, nè il governo, nè tantomeno l'opposizione». Per il Cavaliere «la Rai deve fare ciò che deve fare e cioè una televisione di servizio pubblico: prima di tutto deve informare, poi formare e soltanto come terzo obiettivo divertire».

lunedì 10 agosto 2009

Giovane Italia

«Giovane Italia». Sarà probabilmente questo il nome della nuova organizzazione giovanile del centrodestra che oggi alla Camera dei deputati sarà presentata dal ministro Giorgia Meloni (nella foto). Azione Giovani e ragazzi di Forza Italia confluiranno dunque in un unico contenitore. Nei giorni scorsi un sondaggio on line per la scelta del nome ha sancito la vittoria, su «Generazione Futuro» (7% dei consensi) e «Giovani e Libertà» (16%), proprio di «Giovane Italia» (78%). Il nome evoca l’associazione mazziniana, ma si mantiene nel solco della storia della destra italiana: «Giovane Italia», infatti, era anche il nome dell’associazione studentesca del Movimento sociale, fondata a Roma nel 1954. Anche Stefania Craxi, però, nel 2004, chiamò così la sua fondazione, vicina a Forza Italia. Pertanto, nel centrodestra, tutti contenti.

sabato 8 agosto 2009

Atreju 2009 - X edizione

Anche quest'anno ancora una volta ci ritroveremo a Roma, dove al cospetto del Colosseo dal 9 al 13 settembre si terrà la X edizione di Atreju.Sarà il parco del Celio la suggestiva cornice che ospiterà la nostra tradizionale festa, che come negli ultimi anni, sarà interamente compresa in un villaggio di circa 5mila mq suddiviso in zone diverse destinate ad ospitare i dibattiti, gli spettacoli serali, la piscina, i ristoranti, gli stand culturali, politici e sociali.“Atreju ’09 –Oltre ogni muro - ”, L’idea è quella di celebrare il ventennale della caduta del Muro di Berlino e contemporaneamente lanciare una stagione di impegno civile all’insegna delle riforme e della libertà.A breve sarà online su www.atreju.tv il promo e il manifesto di questa edizione!Per chi viene da fuori Roma sarà previsto un voucher comprendente:Pernottamento in bungalow;Bus navetta per i collegamenti tra la festa ed il campeggio;Pranzo;Ingresso in piscina la mattina;
per info sulla provincia di l’Acquila 3806875569 Omar o 3381000705 pierfrancesco
Per prenotazioni 06-92014404 chiedere di Chiara o Monia dalle 9 alle 13 dalle 16 alle 20
Per informazioni telefonare al numero 06-68817281 o 3332679028 o scrivere a comunicazioni@azionegiovani.org
In alto i cuori

martedì 4 agosto 2009

"NOVARA 4 YOU" GRAZIE AGLI ORGANIZZATORI

Mi sono recato ad Orta San Giulio (sul lago), in provincia di Novara dal 27 Luglio al 02 Agosto per il progetto “Novara 4you”.
Il suddetto progetto consiste in una serie di iniziativa tra cui il gemellaggio tra la Consulta Provinciale degli Studenti di Novara e L’aquila che ha portato il sottoscritto, altri sette“rappresentanti” di consulta nelle scuole della Provincia di L’aquila e il docente referente Prof. Modesti Roberto, ad essere ospitati dal Consorzio Cusio Turismo e dall’ Ufficio Scolastico Provinciale di Novara presso il bellissimo Lago d’Orta.
Per il sottoscritto è stata una bellissima esperienza in quanto ho visto molte bellezze naturalistiche che mi hanno richiamato alla mente quelle del nostro Abruzzo profondamente dilaniato dal terremoto del 6 Aprile.
Ma, aldilà dell’aspetto turistico della settimana mi preme sottolineare l’aspetto umano della settimana per ringraziare tutte quelle persone che si sono adoperate per questa iniziativa, curata nei minimi dettagli dalla Prof. referente della C.P.S. di Novara Gabriella Colla che si è dimostrata davvero molto competente e volenterosa di lavorare unitamente alla C.P.S. di L’Aquila.
Ella è stata coadiuvata dal dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Prof. Giuseppe Bordonaro che ha dimostrato vicinanza e solidarietà a tutti gli studenti aquilani.
Arrivato la sera tardi a Novara ho avuto l’onore di essere accolto alla Stazione F.S. dal Presidente del Consorzio Cusio Turismo, nonché illustre imprenditore piemontese, dott. Andrea Giacomini.
Il dott. Giacomini si è da subito dimostrato una persona splendida e nonostante i suoi numerossimi impegni ci è stato vicino in tutti i nostri spostamenti. Si è dimostrato da subito sempre disponibile nei nostri confronti ospitandoci nel suo lussuosissimo Hotel S. Rocco di Orta. Personalmente spero di poter incontrare molte persone come lui nel mio cammino in quanto ha suscitato in me profonda stima come tutte le persone sopraelencate, pertanto le RINGRAZIO profondamente a nome di tutti noi studenti Aquilani.
Ringrazio inoltre il vice-presidente della C.P.S. Davide Settoni, Miss Piemonte Amanda De Mar, l’Associazione Industriali Novaresi, il Sindaco di Madonna del Sasso, il Prefetto di Novara, l’Assessore alle politiche Giovanili di Novara Marnati, il nucleo di Comunione e Liberazione di Novara, e il dott. Andrea Avveduto che ci hanno manifestato profonda solidarietà.

lunedì 22 giugno 2009

Campo Cyrano


Un fanatsico weekend a Sorrento per unire la scuola e la cultura con tanto divertimento.
Ragazzi di tutte le età provenienti da tutta Italia potranno incontrare i Ministri Maria Stella Gelmini e Giorgia Meloni insieme a pergonaggi dal mondo della cultura e dell'informazione come Guccini, Sansonetti e Zecchi.
Il costo..? solo 30 euro compreso albergo per due notti e pasti!














Stiamo organizzando il campo studentesco, che abbiamo scelto di chiamare “Campo Cyrano” in omaggio al personaggio di Rostand, simbolo di sognatore spadaccino che ci piace immaginare rappresenti tutti noi, sognatori della politica. Il campo si svolgerà a Sorrento dal 10 al 12 Luglio e deve diventare un’occasione d’incontro per tutti gli studenti d’Italia che vogliono passare tre giorni insieme nella splendida cornice della costa sorrentina e unire la capacità di divertirsi in modo sano e di confrontarsi insieme sul futuro della scuola italiana.
Il costo del campo è di 30€ a testa, che comprendono albergo e pranzo, per prenotare telefonare al numero 3381000705 (Pierfrancesco Bencivenga).


PROGRAMMA

domenica 21 giugno 2009

Gheddafi: inaccettabile!!!

Di Gori Gianpaolo:

Rimango allibito e sdegnato da come si sia permesso e tollerato un simile comportamento al col. (senza offesa per il grado delle forze armate) Gheddafi fin dal suo arrivo nel nostro paese. Già dall'episodio della foto appesa alla sua divisa si capisce il suo volere provocatorio nei nostri confronti fino a passare per le sottigliezze della cattiva educazione e del non rispetto verso le nostre alte cariche dello stato che lo hanno accolto in modo assai sfarzoso... ma chi si crede di essere? e sopratutto dov'è finito il nostro onore?! Perchè ci scordiamo troppo presto di quello che abbiamo fatto di buono durante "l'occupazione"libica precedente alla seconda guerra mondiale dove i nostri soldati del genio si sono adoperati per portare civiltà e progresso in quella terra dove non sapevano nemmeno cosa fossero l'elettricità e le strade. Perchè dimentichiamo come sono stati trattati i nostri connazionali negl'anni 70-80 in terra libica: italiani che hanno lasciato la loro patria per cercar fortuna altrove e che una volta riusciti nel loro intento si sono visti privare di tutti i loro averi per un capriccio di quel signore che in questi giorni ha osato definirsi imperatore del regno libico italiano... ma stiamo scherzando!!! Ripeto ma dov'è finito l'orgoglio di essere italiano!!! dov'è finito il rispetto verso una civiltà così antica una civiltà che insegnato a vivere a tutta europa e parte dell'africa dov'è finito l'orgoglio di dire da parte nostra si sono italiano! e me ne vanto!Forse lo spirito della patria e l'attaccamento alla nostra bandiera e al nostro passato, mai tanto forte come negl'anni del ventennio, è schiacciato dall' idea del perbenismo dell'integrazione e da tutte quelle forme di pensiero che vedono un'ideologia xenofoba e razzista in tutto quello che rappresenta invece del giusto patriottismo. E comunque cosa si vuole sperare quando si tollera che all'indomani della strage in Iraq un gruppo di manifestanti cantava 10 100 1000 Nassiriya.... continua il mio sdegno aspettando tempi migliori....


E' comprensibile e in parte condivisibile questo sfogo, ma quando si parla di questi temi si deve fare qualche riflessione in più.
E' sicuramente vero che il colonialismo italiano non è stato sfuttamento ma è stato piuttosto investimenti, progresso, infrastrutture; ma si deve ricordare che è stato con la guerra che gli italiani sono arrivati in Libia!
Nessuno più di noi può capire quale sia il sentimento verso un popolo che viola la propria nazione e invade il proprio territorio, non si può pensare che i benefici economici e sociali che la Libia ha avuto dall'esperienza coloniale italiana siano sufficienti a ripagare l'umiliazione di aver perso il controllo della propria nazione.

A riguardo dei comortamenti assurdi di Gheddafi non ci sono giustificazioni, anche se è evidente che i comportamenti di finto revanchismo verso i conquistatori italiani, necessari per la sopravvivenza della sua dittatura, stridono fortemente con gli accordi economici, tutti a vantaggio dell'Italia, stretti tra i due paesi.

Pasqualino Favoriti

martedì 16 giugno 2009

Onore a Francesco Cecchin


Oggi, Martedì 16 giugno 2009 ricorre il 30° anniversario dell'assassinio per mano comunista di Francesco Cecchin.
Un assassinio senza giustizia. Francesco è una giovane vita spezzata, rapita dal vento di quella notte di giugno di tanti anni fa. Un ragazzo di 17 anni che finiva i suoi giorni scagliato con odio sul cemento di un cortile.

STORIA DI UN GIOVANE MORTO PER I SUOI IDEALI:Siamo nel maggio del 1979 e la tensione nella zona di Roma Est è piuttosto alta a causa delle continue provocazioni perpetrate da aderenti al PCI ai danni di militanti del Fronte della Gioventù e delle loro sezioni. Ai primi del mese questi “attivisti” comunisti compiono un attentato incendiario contro la sede del MSI – FDG di Viale Somalia 5, seguito poi da numerose azioni di disturbo della normale attività del Fronte della Gioventù, condite da minacce varie ed atteggiamenti aggressivi. In tutti questi episodi viene notata la presenza di una Fiat 850 bianca, che risulterà poi fondamentale nel seguito della vicenda. La sera del 28 maggio, intorno alle ore 20.00, quattro ragazzi del F.d.G., tra cui Francesco Cecchin, si recano in Piazza Vescovio per affiggere manifesti. Vengono però subito notati da un gruppo di militanti della sezione del PCI di Via Monterotondo, che danno inizio alla sistematica copertura di tali manifesti. Un giovane cerca di impedire la provocazione, ma viene circondato da una ventina di attivisti del PCI, capeggiati da Sante Moretti, già coinvolto in numerosi episodi di violenza contro il circolo del F.d.G. di via Migiurtinia e divenuto poi sindacalista. Costui, dopo aver allontanato bruscamente un agente di PS in borghese chiamato ad intervenire (“…lo so che sei un agente di PS ma non me ne frega niente…”), si rivolge ai ragazzi del Fronte con affermazioni del tono “…vi abbiamo fatto chiudere Via Migiurtinia, vi faremo chiudere anche Viale Somalia…”. Alla fine, rivolgendosi a Francesco, lo apostrofa così: “TU STAI ATTENTO, CHE SE POI MI INCAZZO TI POTRESTI FARE MALE!”. Inoltre lo stesso Moretti, al tentativo dei giovani del Fronte di avvertire la polizia, si rivolgeva ai suoi compagni dicendo: “Non vi preoccupate compagni, ho già avvertito il dott. Scalì (commissario di zona). E’ tutto a posto”.
La stessa sera, intorno alla mezzanotte, Francesco esce di casa (Via Monte delle Gioie) insieme alla sorella per fare una passeggiata fino a Via Montebuono, dove un suo amico lavora in un ristorante. Non trovandolo, torna sui suoi passi fino a Piazza Vescovio.
Verso le 24.15, mentre i due ragazzi sono fermi davanti all’edicola di Piazza Vescovio, spunta una Fiat 850 bianca, che compie una brusca frenata davanti a loro. Dall’auto scende un uomo, che urla all’indirizzo di Francesco: “…E’ lui, è lui, prendetelo!”. Intuendo il pericolo e probabilmente riconoscendo l’aggressore, Francesco fa allontanare la sorella e corre in direzione di via Montebuono, inseguito dagli occupanti della macchina che nel frattempo il guidatore aveva spostato all’imboccatura della stessa via Montebuono.
La sorella intanto si getta vanamente al loro inseguimento urlando: “Francesco, Francesco!”. Le sue grida vengono udite da un giovane che, sceso in strada, nota un uomo darsi alla fuga verso via Monterotondo, dove sale su una Fiat 850 bianca, che si allontana velocemente. Dopo aver telefonato alla polizia, il giovane viene raggiunto da un inquilino dello stabile di via Montebuono 5, che lo informa della presenza, sul suo terrazzo sottostante di cinque metri il piano stradale, di un ragazzo che giace esanime al suolo. Il giovane, giunto sul posto, riconosce in quel ragazzo il suo amico Francesco Cecchin.
Il corpo è in posizione supina ad una distanza di circa un metro e mezzo dalla base del muro e perde sangue da una tempia e dal naso. Nella mano sinistra ha ancora un mazzo di chiavi di cui una, che spunta dalle dita, è storta; in quella destra c’è un pacchetto di sigarette.
Tra i giornali del 29 maggio solo il Tempo e il Messaggero riportano la notizia. La versione dei fatti fornita dalla stampa è quella dell’incidente, della tragica fatalità. Uguale versione viene diffusa dalla RAI.
A questo punto, mentre sarebbe stato lecito attendersi immediate indagini da parte delle forze dell’ordine, si assiste invece all’affrettarsi di tutti a liquidare l’accaduto come un incidente. Secondo alcuni Francesco, “impaurito”, avrebbe scavalcato il muretto del cortile senza rendersi conto che al di sotto ci fosse un salto di cinque metri. Altri, come il commissario Scalì, hanno addirittura negato che vi fosse stata una colluttazione tra il giovane e i suoi aggressori. Sia la stampa di regime che “gli inquirenti” hanno fin dall’inizio cercato di far passare l’ipotesi dell’incidente.
Apparendo questa visione sospetta, mentre alcuni militanti del Fronte della gioventù vegliano Francesco in coma, altri, a fronte dell’assoluta e scandalosa inerzia delle forze dell’ordine, cominciano a fare indagini private, che portano a scoperte molto interessanti: innanzitutto si viene a sapere che Francesco conosceva molto bene quel palazzo e il suo cortile, in quanto lì abitava un suo amico. Inoltre risulta alquanto strano che il corpo sia stato trovato in posizione supina anziché riversa, tipica di chi si lancia. In secondo luogo gli arti non presentavano fratture, inevitabili quando si effettua un salto volontario da una simile altezza. L’ipotesi che Francesco sia stato gettato di peso viene inoltre avvalorata da altri due particolari: il trauma cranico, sintomo che il peso dell’impatto al suolo si è scaricato tutto sulla testa, e il fatto che questa si trovi più vicina al muro rispetto ai piedi.
La chiave piegata tra le dita di una mano e il pacchetto di sigarette nell’altra sono una prova ulteriore del fatto che gli aggressori hanno gettato il corpo di Francesco, già esanime, al di là del muretto che delimita il terrazzo: chi pensa di lanciarsi oltre un ostacolo cerca, infatti, di avere le mani libere.
Che prima di questo tragico epilogo ci sia stata una violenta colluttazione è dimostrato dalla chiave piegata rinvenuta tra le dita di Francesco, sicuramente usata come arma di difesa contro i suoi assassini.
Anche le ferite e lesioni riscontrate su tutto il corpo (echimosi e graffi sulle braccia e sul collo, ematoma all’occhio sinistro, spappolamento della milza), confermano la tesi dell’aggressione, essendo queste di natura traumatica e riconducibili a colpi ben assestati da persone esperte, da professionisti della violenza.
A rendere inconfutabili queste tesi, altri due importanti elementi: le tracce di sangue trovate tra il cancello e gli scalini vicini al parapetto del cortile, lunghe alcuni metri fino al bordo del muretto (indice che il corpo di Francesco è stato prima trascinato e poi sollevato di peso a causa degli scalini), e la dichiarazione resa da alcuni testimoni, che affermano di aver udito “LE GRIDA DEL RAGAZZO, POI ALCUNI ATTIMI DI SILENZIO… E INFINE UN FORTE TONFO NON ACCOMPAGNATO DA ALCUN GRIDO”. Risulta difficile credere che una persona possa gettarsi spontaneamente giù da un muro alto cinque metri senza emettere il minimo suono.
Il 16 giugno, dopo diciannove giorni di coma, Francesco muore. Da allora negligenza, indifferenza, omertà. Nessun colpevole è mai stato condannato per questo crimine: l’unico imputato, l’attivista comunista Marozza, fu, infatti, assolto. La sentenza parlò di “omicidio volontario ad opera di ignoti” e di “omissione di atti d’ufficio” per tutti gli inquirenti che non svolsero indagini: c’è stato un assassinio dunque, e di esso si sono resi complici coloro che avrebbero dovuto fare giustizia e non l’hanno fatto.

E' nostro dovere far sì che il tempo non cancelli nella memoria di nessuno il ricordo di ciò che accadde in quel lontano giugno del 1979, nella speranza mai morta che qualche elemento nuovo possa consentire di riaprire il caso e di soddisfare finalmente la nostra sete di giustizia.

Lunedi 15 giugno alle ore 20.00 in VIalke Paolo Di Nella Azione GIovani Roma organizza un concerto in ricordo di Francesco Cecchin a 30 anni dalla sua morte. .
"Una storia di libertà". Questo il titolo del concerto, una serata per ripercorrere insieme la storia della nostra comunità, una comunità di uomini liberi. .
CAMERATA FRANCESCO CECCHIN: PRESENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Voli di Stato, la Procura archivia il caso

da Libero-news.it

Tanto tuonò che non piovve: la Procura di Roma ha chiesto al Tribunale dei ministri di archiviare l’inchiesta sui “voli di Stato” che vedeva coinvolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La decisione è stata comunicata questa mattina e a riferirla sono fonti giudiziarie. I magistrati hanno trasmesso gli atti dell’indagine preliminare su presunti abusi nell’utilizzo dei voli di Stato al Tribunale dei ministri.
Già la scorsa settimana il Consiglio di Stato aveva respinto l’appello presentato dall’associazione dei consumatori, il Codacons, che aveva chiesto l’abrogazione di una direttiva del governo che disciplina proprio l’uso degli aerei per le alte cariche della repubblica. Ma secondo le fonti, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione perché è risultato che su ognuno dei sei voli in questione c’era una persona autorizzata.
Lo scorso 3 giugno la stessa Procura romana aveva ipotizzato il reato di abuso d’ufficio per il premier, in seguito alle polemiche nate dalle foto scattate dal fotografo Antonello Zappadu a Villa Certosa dove erano state riprese alcune persone ospiti del Cavaliere. Veniva chiesto a Berlusconi con quali mezzi gli ospiti erano stati portati in Sardegna e in alcuni scatti si vedevano personaggi come il cantautore napoletano Mariano Apicella o una ballerina di flamengo scendere da un velivolo di Stato.
Ma il Il Codacons non si rassegna: l'associazione, che evidentemente ne sa più della magistratura, dice che presenterà domani al tribunale dei ministri opposizione all'archiviazione. Il Codacons ha spiegato che «in presenza di nuovi elementi la giurisprudenza consolidata può essere modificata». «Domani stesso - ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi - depositeremo al Tribunale dei Ministri una memoria per dimostrare come vi siano comunque costi per l'erario determinati dalla presenza di soggetti estranei alle delegazioni sui voli di Stato. Costi legati sia alla necessità di scegliere aerei di dimensioni maggiori sia all'esigenza di un'assicurazione obbligatoria per i trasportati». «Queste circostanze - ha concluso Rienzi - non sono mai state prese in considerazione dalla giurisprudenza passata la quale, quindi, può essere modificata».

Omar Favoriti intervista il vice-coordinatore del PDL Emilio Iampieri

1. In qualità di vice-coordinatore vicario del PDL il risultato ottenuto con l’Europee credo che sia il più bel premio che lei potesse sperare!

-Personalmente mi ritengo estremamente soddisfatto in quanto il coordinamento provinciale del PDL L’Aquila-Avezzano ha raggiunto la percentuale di consensi più elevata in Italia.

2. Dopo questo en plein del PDL nelle altre tre provincie tutti i riflettori saranno puntati sulla provincia dell’Aquila. Quali aspettative e strategie per il voto d’Autunno?

-Il voto nella provincia dell’Aquila siamo sicuri che riconfermerà i risultati già ottenuti all’elezioni del 6-7 Giugno scorso.Guardiamo con grande fiducia all’opera di ricostruzione della città dell’Aquila confidando nel pieno rispetto dei tempi e delle modalità stabilità dal governo Berlusconi.

3. Che cosa pensa della fronda montata da alcuni sindaci di sinistra e dalla presidente della provincia contro Bertolaso e Berlusconi contestando le modalità della ricostruzione post-terremoto?

-Io ritengo personalmente che tali argomentazioni siano strumentali e prive di fondamento e che abbiano l’unica finalità di generare nei confronti della popolazione colpita dalla tragedia del terremoto paure ed ansie immotivate.L’attuale presidente della provincia deve prendere contezza che il voto nella provincia dell’Aquila sarà all’insegna del cambiamento come già avvenuto nelle altre tre provincie d’Abruzzo.

Marsica est: Pdl sbanca, sinistra ko

Nei comuni di Lecce nei Marsi, Ortucchio e Gioia dei Marsi schiacciante vittoria del PdL. Il PdL a Lecce nei Marsi ha raggiunto il 52,14 % dei consensi contro il 17,9 % del PD, terzo UDC con 11,9 % dei voti.

Risulta evidente che la popolazione ha inteso dare al sindaco Dott. Andrea Favoriti un attestato di riconoscimento dell'azione amministrativa di alto profilo svolta a favore di tutta la popolazione. Ricordiamo che il Dott. Favoriti è sindaco di una coalizione di centrodestra (PdL). Ad Ortucchio il PdL ha ottenuto 482 voti contro il 142 del PD, terzo Di Pietro con 71 voti. Ricordiamo che ad Ortucchio c'è un'amministrazione di centrodestra capeggiata dal Sindaco Federico D'Aurelio. A Gioia dei Marsi, anche qui netta vittoria del PdL con 567 voti, contro 262 del PD. Soprattutto grazie al capogruppo dell'opposizione Gianluca Alfonsi. Alla domanda:"Cosa ne pensa di questo risultato a Gioia dei MArsi?", Alfonsi afferma:"Risultato eccellente che conferma il trend positivo per il PdL, già avviato nelle recenti consultazioni politiche. Questo dimostra il buon lavoro in questi anni di opposizione da parte del gruppo consiliare da me presieduto e dai dirigenti locali del centrodestra. E' un voto che ha un chiaro riflesso sull'operato dell'amministrazione comunale. In altre parole i cittadini hanno voluto esprimere un negativo e severo giudizio sull'operato del sindaco e della giunta".

giovedì 28 maggio 2009

Quella minoranza del PdL che va all'attacco continuo del Premier

Da L'Occidentale.it:

L’attacco è partito, orchestrato, subdolo, prederterminato. Mancano poche settimane al G8, un’occasione imperdibile per incrinare significativamente l’immagine e il consenso del Presidente del Consiglio. Si è partiti con la polemica sulle veline e la loro presunta presenza nelle liste PdL per le elezioni Europee, per poi passare, con logica perversa, alla vicenda Noemi e alle dieci domande di Repubblica, ormai ridotto a rotocalco rosa con venature hard, ovviamente supportato dall'immancabile Guardian, evidentemente all’oscuro del ciarpame prodotto da alcuni ministri del governo Brown.

E’ arrivata poi la solita, puntuale sentenza pre-elettorale sul caso Mills del solito giudice terzo e indipendente, frequentatore di Social Forum, giudice che emette una sentenza su chi imputato non è, il tutto condito da allarmi democratici lanciati dall’opposizione e richiami istituzionali mirati, pronunciati con mirabile sincronia.

Nulla di nuovo si dirà. Abbiamo già visto Presidenti della Repubblica concordare con procuratori e direttori di giornali avvisi di garanzia (per reati poi rivelatisi infondati) da mandare al Premier, sono quindici anni che tutto ciò accade, ovviamente con particolare virulenza prima di appuntamenti elettorali e con l’aiuto della stampa liberal internazionale.

Qualcosa di nuovo questa volta invece c’è. La strategia destabilizzatrice del Governo e del Premier è perseguita, neanche tanto nascostamente, non solo dai soliti poteri forti (qualcuno dia un’occhiata alla Stampa diretta da l’ex-capo redattore di Repubblica), ma anche da quella che ormai si autodefinisce la minoranza del PdL.

Abbiamo infatti appreso, di recente, dalla fustigatrice di veline, novella Torquemada dei buoni costumi, Sofia Ventura (in un’intervista di M.T. Meli sul Corriere), che il Presidente della Camera On. Fini rappresenta la minoranza all’interno del PdL, unico – dice lei - baluardo contro il cesarismo berlusconiano, che ha imposto nel partito “una struttura piramidale dove tutto dipende dall’alto”. Fini “contro il pensiero unico… rappresenta una prospettiva di cambiamento. Lui sogna una destra decente”, ovviamente contrapposta ad una destra indecente, rappresentata da Berlusconi. A tal proposito, On. Bondi, è questa la sana dialettica interpartitica a cui si riferiva qualche giorno fa, in un articolo sul “Il giornale"?

Di cesarismo, in verità, l’On. Fini aveva già parlato ancor prima delle ultime elezioni, per poi puntualmente accodarsi al novello Cesare nelle liste elettorali e guadagnarsi lo scranno di Montecitorio. Gli ultimi mesi, invece, sono stati un continuo ritornello di moniti, reprimende, richiami, apoteosi del politically correct della terza carica dello Stato, ad ogni sospiro del Presidente del Consiglio.

E veniamo alla cronaca di questi giorni. All’assemblea di Confindustria, Berlusconi ha definito (io c’ero) il Parlemento “pletorico e controproducente”, evidenziando la necessità di riformare gli ordinamenti parlamentari e ridurre il numero dei componenti. In definitiva ha detto, niente più e niente meno, quello che tutti pensano: due camere sono troppe, mille parlamentari sono un’enormità, gli iter legislativi sono lenti e sarà difficile che siano i parlamentari stessi a volersi autodistruggere. Dov’è lo scandalo?

E invece no, apriti cielo! Le danze le ha aperte proprio la minoranza del PdL che per bocca del suo portavoce, per inciso anche Presidente della Camera, si è affrettata a difendere le prerogative del Parlamento dall’attacco della sopra definita destra indecente, prendendosi i complimenti dell’intera opposizione che lo ha eletto (parole di D’Alema) a “punto di riferimento per tutte le persone che amano la democrazia”. Bizzarie della politica: un ex-comunista lanciatore di molotov, che dà la patente di padre della democrazia ad un ex-fascista… dove andremo a finire!?

Tutto ciò, mentre il Partito Democratico chiama a raccolta Di Pietro e Casini (ricevendone un sonoro rifiuto) per sollecitare un incontro che si occupi di definire iniziative comuni contro “la reiterata manifestazione di disprezzo verso le prerogative del Parlamento” del Presidente del Consiglio. A quest’incontro, presumibilmente zeppo di statisti democratici, ci potete giurare, vorrebbe essere presente, almeno con il cuore, anche la destra decente, la nuova minoranza del PdL, unica garante contro la deriva autoritaria del Premier.

Ma, in tutto questo, i coordinatori del PdL non hanno niente da dire? E lei, Presidente Berlusconi, cosa aspetta ad andare ad elezioni anticipate e a mandare tutti a casa, Presidente della Camera incluso?

mercoledì 6 maggio 2009

lunedì 27 aprile 2009

"L'Aquila mè"


Sono tornato a L'Aquila. I lavori parlamentari sono sospesi. Da lunedì un altro collega sarà qui con la Croce rossa militare. Nessuno ne parlerà ed è giusto così. Travaglio non potrà, almeno stavolta, fare le sue tirate giacobine sulla Casta. Anzi, gli antipolitici alla Di Pietro si sono fatti notare per la loro totale assenza in questo momento di emergenza nazionale e umana. Si è dimostrato credo finalmente chi sa solo parlare e chi fa anche ualcosa. Travaglio - da Santoro - si è confermato la palma di uomo peggiore d'Italia. Con buona pace di chi - anche tra i nostri - vantava con lui addirittura un'amicizia... In questi momenti ci si riconosce. I mitomani si dimostrano per quello che sono e così i chiacchieroni. Poi ci sono i disfattisti, i seminatori di zizzania, quelli che sanno solo parlare male di tutto e di tutti e i nemici della collettività. Chi fa le cose solo per interesse e chi - inaspettatamente - tira fuori cuore e palle. Questi momenti insegnano a tutti, molto anche su se stessi.
A L'Aquila ho reincontrato - sul campo - alpini della Taurinense conosciuti a Kabul e paracadutisti incontrati in Libano. Molti forestali conosciuti negli anni passati. Tutti i nostri ragazzi dell'Aquila sono al lavoro. La solidarietà è palpabile. Ma il timore di tutti noi è che si esaurisca con l'emergenza. Ci si ricorderà ancora dell'Aquila tra venti giorni? Tra un mese? Quando verrà l'estate e tanta gente sarà ancora sotto le tende? Quando verrà il caldo?
Queste sono le riflessioni di quasi una settimana. Invidio chi riesce a tenere "diari" ma non capisco dove trovino il tempo e le energie. Sarà l'età, ma io dopo una giornata in queste condizioni mi sento completamente vuoto, stanco e il cervello mi si spegne. Devo stare almeno mezza giornata a Roma per riprendermi. Immaginate come stanno gli altri.
Poche ultime precisazioni sugli aiuti necessari. Venire a L'Aquila in maniera improvvisata non è solo inutile, è dannoso. Dare da mangiare e da dormire a volontari fai da te significa togliere il sostentamento a chi ne ha veramente bisogno. Improvvisarsi soccorritori crea disagio alle squadre di soccorso vere e genera rischi inutili per le persone. I soldi vanno sempre bene - molto meglio dei "beni" - perché le organizzazioni possono usarli di volta in volta per ciò di cui c'è bisogno. State attenti a chi li date. C'è già un mucchio di truffatori in giro e - anche in questo campo - disperdere in mille rivoli è totalmente inutile. Con la Croce rossa e la Protezione civile andate sul sicuro. Per favore non fate cose con firme politiche, è disgustoso.
Sono girate varie sollecitazioni a mettere a disposizione le proprie case per ospitare i terremotati, magari bambini orfani. Grazie per le tante offerte ma si tratta di un grande equivoco. Purtroppo in questo tipo di tragedie ci sono più genitori che perdono i figli piuttosto che bambini che perdono i genitori. Che io sappia a tutt'oggi non risulta che nessuno sia rimqsto orfano. Gli adulti reagiscono prima al pericolo e quando uno non riesce a portare fuori i bambini resta sotto con loro. Sono state trovate molte salme di madri col bambino tra le braccia.
Nessun abruzzese darebbe un proprio figlio a degli sconosciuti, nemmeno se lo facessero vivere in una villa ai Parioli. Se è un parente forse sì, ma altrimenti preferiscono farlo dormire in macchina con sé, il più vicino possibile a casa, anche se è distrutta. Uno dei problemi che i soccorritori stanno incontarndo è la frammentazione delle tendopoli, che ognuno vuole nel proprio paese o nella propria frazione, anche se distano un chilometro l'una dall'altra. Quando a Porta a Porta hanno fatto vedere dei cittadini di Onna che si lamentavano per la mancanza di tende, sin sono guardati bene dal dire che c'era una tendopoli della Cri a San Gregoria, raggiungibile a piedi. Il fatto è che uno di Onna vuole restare a Onna anche se è distrutta. E la stessa cosa direbbe uno di San Gregorio. Ben presto sarà necessario accorpare i campi, per razionalizzare i servizi, e allora si leveranno proteste e lamentele che i media sicuramente sfrutteranno, tanto per sciacallare e fare casino. Infine: congratulazioni ai tanti colleghi giornalisti che hanno fatto un buon lavoro senza mancare di rispetto e correttezza, ma la maggior parte purtroppo si sono comportati da sciacalli e da imbecilli. A parte le mostruosità mostrate da scherzi ha parte, ho visto personalmente fotografi e operatori spintonare i vigili del fuoco e i nostri portantini la notte di martedì alla Casa dello studente, per riprendere i corpi che ancora venivano tirati fuori. E anche rispondere male a un ragazzo sopravvissuto, avviluppato in una coperta e restato tutto il giorno ad aspettare di conoscere la sorte dei suoi amici, che li aveva apostrofati accusandoli di fare soldi sulle immagini delle nostre sofferenze. Bisogna dire che i giornalisti fanno di tutto per non farsi amare.

On. Marcello De Angelis

venerdì 24 aprile 2009

RIUNIONE AZIONE GIOVANI

Sabato 25 aprile alle 15.00 i tesserati e i simpatizzanti di Azione Giovani sono invitati a partecipare alla riunione che si terrà in via B. Iatosti 12 ad Avezzano (ex federazione marsicana di Alleanza Nazionale, angolo via XX Settembre) con il seguente ordine del giorno:

1) Presentazione del nuovo direttivo provinciale.
2)Analisi delle prospettive in vista della nascita del PDL GIOVANI.
3)ORGANIZZAZIONE INIZIATIVE DI BENEFICENZA per le aree colpite da terremoto.

Vi aspetto numerosi


Pasqualino Favoriti

giovedì 9 aprile 2009

"Non lasciamoli soli"


Giovedì 16 Aprile di fronte a tutte le scuole, raccolta fondi per gli sfollati Abruzzesi. Adesione al progetto del Ministero della Gioventù.

sabato 4 aprile 2009

Oggi come ieri, niente da festeggiare.

Da: www.azionegiovani.org

Il tempo passa ma certe cose non cambiano. Qualcuno potrebbe dire che la Slovenia “perde il pelo ma non il vizio”. A distanza di un anno dai fatti di Roditti (durante i quali una comitiva di esuli istriani era stata multata per manifestazione non autorizzata nel tentativo di depositare una corona di fiori su una foiba), la storia si ripete. Ed il leit motiv sembra essere sempre quello: nella europea e democratica Repubblica di Slovenia ricordare chi fu infoibato dai partigiani titini sembra tutt'oggi impossibile. Si, perchè il 28 febbraio 2009 un gruppo di anziani esuli istriani e parenti di infoibati, è stato fermato a poche decine di metri dalla foiba di Golobivnica da una folla di manifestanti (non autorizzati...): alcuni vestiti da partigiani titini, altri con le bandiere della Jugoslavia, ed altri ancora con i triolori con la stella rossa. Tutti gridando in coro slogan d'altri tempi quali “smrt fašizmu, svoboda narodu” (morte al fascismo, libertà al popolo), intonando vecchie canzoni dei partigiani jugoslavi e inveendo contro la comitiva con provocazioni e insulti quali “porci italiani” e “sporchi fascisti” (insulti, a detta dei presenti, rivolti anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Sindaco di Trieste, definiti entrambi "fascisti"). Da segnalare la presenza in prima fila di alcuni bambini in divisa partigiana e titovka in testa con la stella rossa e la falce e martello... Insomma, per un'ora circa è sembrato che il tempo si fosse fermato agli anni quaranta. Gli anziani giunti li in mattinata (loro invece autorizzati...) si sono visti negare il sacrosanto diritto di ricordare parenti, amici e conoscenti infoibati, sotto gli occhi e l'indifferenza della polizia locale. La Slovenia si era già contraddistinta in passato per aver tenuto nei confronti degli italiani uno spirito democratico molto limitato a determinate vedute: anni fa un gruppo di militanti di Azione Giovani venne fermato dalla polizia locale per aver portato dei fiori sulle tombe abbandonate del cimitero italiano di Capodistria.
Ma tutti questi episodi sembrano non scomodare nessuno. Tutti restano impassibili ed indifferenti davanti a dei fatti che, al contrario, dovrebbe far scandalizzare l'Italia intera. È chiaro che in Slovenia, così come in Croazia, molti non hanno fatto i conti con il loro passato che anzi, ogni anno sembra tornar fuori con connotazioni che sono del tutto estranee ad un paese democratico ed europeo. E questi episodi sono ancor più gravi perchè legittimati dall'indifferenza di tutti, ed emulati da una parte della minoranza slava a Trieste che ogni primo maggio tappezza l'Altipiano di stracci rossi che nulla hanno a che vedere con la festa dei lavoratori. Perchè per qualcuno la “festa” inizia già il 30 aprile, data in cui le truppe di Tito entrarono a Trieste...e nella stessa periodo ogni anno vengono esposte numerose bandiere Jugoslave da qualcuno che la storia sembra averla studiata poco.
Dopo quasi 60 anni ci è stato detto che i tempi erano maturi per una riconciliazione tra l'Italia e le repubbliche nate dopo il crollo della Jugoslavia. Ci è stato detto che l'Europa sarebbe stata un catalizzatore affinchè determinati valori entrino a far parte anche di quegli stati che, fino a pochi anni fa, erano guidati da una cultura ideologica ben precisa. Tuttavia, dimenticando anni di persecuzioni, espropri e violenze, le autorità locali e nazionali erano a festeggiare la caduta dei confini. Noi non c'eravamo, consapevoli del fatto che i tempi non erano maturi e sostenendo che l'Europa non si poteva fare con i brindisi, i festeggiamenti e i balletti, dando, allo stesso tempo, un colpo di spugna al passato. Noi, quel giorno, abbiamo preferito passarlo lungo il confine muggesano, ricordando tutto ciò che altri hanno voluto dimenticare: migliaia di italiani infoibati, 350.000 esuli e la più totale indifferenza per i crimini perpetrati dal maresciallo Tito.
Oggi come ieri, e forse più di ieri, diciamo che per noi non c'è niente da festeggiare!

Azione Giovani Trieste

sabato 28 marzo 2009

PDL: ma quale partecipazione!

Ma quale partecipazione!
Ieri si è aperto il congresso di fondazione del PDL, le idee e i buoni propositi certo non mancavano:
“sarà il partito degli italiani”, “ci sarà più spazio per i giovani e per le donne”, dicevano i luogotenenti di FI ed AN.
Adesso che il congresso è iniziato è stato svelato l'arcano! Quali giovani, quali donne! Quelli forse che hanno modo di farsi notare dal Cavaliere nelle cene di gala?
Chi vi parla è presidente provinciale di Azione Giovani, in una federazione dove una nuova generazione di ragazzi e ragazze si impegnano ogni giorno sul territorio, nelle scuole e nelle università, dove ognuno sacrifica una parte del suo tempo, dello studio o del lavoro per dedicarsi alla politica senza alcuna ambizione o obiettivo particolare.
La nostra partecipazione è impegno sociale, è impegno civile, la nostra comunità non è nelle riunioni elitarie e non è nei palazzi del potere.
La nostra comunità, e come questa tante altre in Italia è stata esclusa dal congresso del PDL, è stata esclusa da un momento politico che la riguarda e la coinvolge in primo piano.
Non si è tenuto conto del supporto che si è dato al partito nelle campagne elettorali e in tutti quei momenti di difficoltà nei quali eravamo in pochi a combattere per un idea o per un candidato.
Forse il nostro errore è stato non chiedere mai nulla in cambio, dare tutto se stessi solo per la passione per la politica o per difendere un idea, si, è stato questo il nostro errore.
Noi, che le battaglie siamo abituati a combatterle anche dentro i nostri partiti chiediamo che la partecipazione non sia solo uno slogan da gettare in pasto ai giornali, noi vogliamo che la partecipazione sia un modello organizzativo che trovi riscontro nel lavoro e nelle scelte che ogni federazione ed ogni circolo del nuovo partito prenderanno. Noi vogliamo che in questo partito ci sia posto oltre che per industriali e imprenditori anche per quei giovani che ogni giorno fanno politica nelle proprie città, tra la propria gente, per quei giovani che ogni giorno si confrontano con le inefficienze dello stato e delle amministrazioni pubbliche e che forse, proprio per questo hanno l'esperienza, la forza, la determinazione di mettere in campo soluzioni efficaci, tangibili che siano risposte vere ai problemi della gente.

Pasqualino Favoriti